Giordano Bisigato tecnicacraniosacrale-upledger

Il percorso è personale perché è soltanto tuo.

A volte parlando con la persona che viene a farsi trattare con la CST SER spiego perché faccio il Facilitatore Cranio-Sacrale; spiego perché si chiama Facilitatore e non terapista. Cerco di usare termini semplici evitando i tecnicismi e mi soffermo sul punto centrale del lavoro che fa il Facilitatore: facilita il meccanismo auto-correttivo dell’organismo.

Quello che ho imparato è che non si può pretendere che una persona comprenda quello che non è in grado, in quel momento, di comprendere. 

La neuro-linguistica mi insegna che sono io che mi devo far capire: se ti è difficile comprendere quello che ti sto dicendo, io sono tenuto ad usare parole diverse.

Altrettanto vero è che non si può imporre a nessuno di avere un punto di vista diverso da quello che ha, anche quando ci sono dei risultati inaspettati.

La maggior parte delle persone è abituata, quando ha un problema, ad andare da Tizio che glielo risolve. Punto. 

Se Tizio non lo risolve significa che non sa fare ciò che fa, che ciò che fa non funziona, ecc.

Non c’è il tempo di andare alla ricerca della causa. Però continua ad esserci il tempo per stare male.

Le persone credono di andare da qualcuno e quel qualcuno gli fornisce la soluzione, ma non funziona così.

Come Facilitatore ho un unico modo per aiutarti: quello di non interagire con te, perché se lo faccio ti impedisco di fare il tuo percorso di acquisizione di consapevolezza, CHE E’ PERSONALE. Questo è ciò che le persone hanno difficoltà a comprendere: se hai la capacità di ammalarti hai anche la capacità di guarire. Nessuno ti guarisce. Tu guarisci. 

Se il tuo corpo è stato bravo a creare la malattia, lo sarà nel creare la guarigione.